Giulio SaturniniScritto da:

M5S e ALDE: dubbi e certezze alla fine di una giornata surreale

«L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo…».

Tanto per cambiare, si tratta di complotto!

Si conclude nel modo più divertente una delle giornate più surreali della politica comunitaria da un po’ di tempo a questa parte. Naufraga l’idea della Casaleggio Associati di dirigere verso altri lidi la propria – quasi del tutto ignara – pattuglia al Parlamento europeo. Verhofstadt salva il proprio gruppo dall’autodistruzione ma perde la faccia e forse la leadership di un raggruppamento già troppo eterogeneo.

La buona notizia è che forse la dignità non ha abbandonato del tutto il campo della politica UE e le famiglie politiche europee hanno ancora ragione di esistere. Grillo può incolpare l’establishment ed i poteri forti quanto vuole, ma oggi è stato reso evidente che non è possibile inventarsi una nuova verginità nell’arco di 48 ore e sperare di farla franca.

La velocità con cui sono state prese (sorvolando per una volta sull’opacità della piattaforma Rousseau) decisioni tanto importanti per la vita di un partito e di un gruppo politico europeo è affascinante. I dirigenti del M5S non possono, però, sperare di nascondere sotto il tappeto della velocità e dell’“agenda setting” la propria totale mancanza di proposta e di visione politica. Una incapacità che trova le sue radici nella deliberata scelta di non darsi una linea chiara in nessuna delle questioni chiave della realtà nazionale ed internazionale, dalle elezioni presidenziali americane in giù.

Sarebbe stato interessante capire davvero e una volta per tutte cosa pensa il Movimento 5 Stelle della globalizzazione, dell’Unione economica e monetaria, del governo dell’immigrazione in Europa, e così via. Rimarremo col dubbio, perché adesso Grillo dovrà tornare col cappello in mano da Nigel Farage per rinegoziare l’appartenenza a quella scatola sempre più vuota che sarà il gruppo EFDD (a meno che non voglia scegliere apertamente la linea dell’irrilevanza dandosi ai Non iscritti).

Rimarremo col dubbio, ma anche con una certezza sempre più radicata: il Movimento 5 Stelle è il più grande raggiro perpetrato ai danni dei cittadini italiani (in primis ai tanti militanti che lo hanno abbracciato in buona fede) negli ultimi 25 anni ed è sempre più evidentemente incompatibile con il sistema della democrazia rappresentativa.